I versi
Dante nomina la cascata nel sedicesimo canto dell'Inferno, ai versi 94-102:
Come quel fiume c'ha proprio cammino
prima dal Monte Viso 'nver' levante,
da la sinistra costa d'Apennino,
che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante,
rimbomba là sovra San Benedetto
de l'Alpe per cadere ad una scesa
ove dovea per mille esser recetto;
Dove siamo nel canto
Dante e Virgilio sono nel terzo girone del settimo cerchio, dove sono puniti i violenti contro Dio, contro la natura e contro l'arte. Qui incontrano tre fiorentini: Guido Guerra, Tegghiaio Aldobrandi e Iacopo Rusticucci.
Alla fine del girone il Flegetonte, il fiume di sangue, precipita nell'ottavo cerchio. Il rumore è così forte che per descriverlo Dante pensa a un luogo reale: l'Acquacheta che cade sopra San Benedetto in Alpe.
Cosa dice la similitudine
Il fiume dei versi 94-99 è il primo che, dal Monviso verso oriente, scende dal versante sinistro dell'Appennino con un corso tutto suo. In alto si chiama Acquacheta. Arrivato a Forlì perde quel nome: lì si chiama Montone.
"Rimbomba là sovra San Benedetto / de l'Alpe": il paragone è con il salto della cascata, che il Parco misura in oltre 70 metri.
"Ove dovea per mille esser recetto"
L'ultimo verso è il più discusso. L'Enciclopedia Dantesca raccoglie quattro letture:
- Lo spopolamento del monastero. "Ove" è San Benedetto: Dante alluderebbe al monastero, che si era svuotato.
- Le rendite di pochi monaci. Un'ironia sulle ricche entrate del monastero, godute da pochi.
- Il castello dei conti Guidi. Seguendo Boccaccio e Benvenuto da Imola, alcuni commentatori vi leggono un progetto dei conti Guidi di costruire lì una fortezza per molte persone.
- Mille cascate invece di una. Per altri, fra cui Sapegno e Petrocchi, "ove" vale "mentre invece": il fiume dovrebbe scendere per mille salti, e invece cade in uno solo.
Il monastero di San Benedetto
Il paese prende il nome da un complesso monastico benedettino nato nel X secolo sulla valle del Montone e riformato da san Romualdo. Ne facevano parte anche un romitorio sul monte e un ospizio vicino alla cascata, attorno al quale nacque un mercato: da lì viene l'abitato di oggi.
Per vedere la cascata che Dante ricorda, leggi come arrivare alla cascata.
